L'avv. Amoroso relatore all'evento STOP VIOLENCE AGAINST WOMEN

Lo scorso 10 gennaio, ad Alcamo (TP), in occasione dell’incontro organizzato dal Rotaract Club dal titolo STOP VIOLENCE AGAINST WOMEN, ho partecipato come relatore, approfondendo i profili tecnici e le criticità della nuova legge sul femminicidio (L. n. 181/2025).


Nel mio intervento ho illustrato come la riforma abbia introdotto il reato di femminicidio (art. 577-bis c.p.), punendolo con la pena dell’ergastolo, ma ho contestualmente sollevato seri dubbi di costituzionalità legati all’utilizzo di termini vaghi quali “odio”, “dominio” o “prevaricazione” nella nuova fattispecie di reato.


Ho evidenziato come l’assenza di parametri oggettivi nella definizione delle modalità di estrinsecazione della condotta rischi di trasformare il processo penale in un’analisi psicologica soggettiva, lasciando un’eccessiva discrezionalità al singolo magistrato.


Ho paragonato la nuova figura di reato al test di Rorschach: proprio come accade con quelle macchie d’inchiostro, l’assenza di confini normativi certi rischia di far vedere a ogni giudice, nel fatto concreto, ciò che la propria sensibilità personale gli suggerisce, compromettendo la certezza del diritto.


Infine, ho sottolineato la preoccupante compressione dei diritti della difesa, in particolare laddove la norma limita la possibilità di interrogare l’accusatore al fine di evitare la cosiddetta “vittimizzazione secondaria”.

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